E’ possibile chiedere la riduzione della rendita catastale?

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Tasi e Imu sono termini ben conosciuti. Con una puntualità quasi  svizzera, nei mesi di giugno e dicembre, il tema  imposte sulla casa diventa all’ordine del giorno nei contatti con il commercialista, con il caaf di riferimento o negli scambi di mail con gli uffici  tributi dei Comuni.  Alla base degli importi dovuti per la proprietà (o altri diritti reali) su immobili c’è l’applicazione di aliquote diversificate, a seconda delle varie casistiche,  su un determinato valore attribuito all’immobile. Questo valore viene calcolato in base alla categoria catastale e alla rendita catastale dell’immobile.

Conoscere la rendita catastale della propria abitazione diventa, quindi, importante in tutti i casi in cui occorre calcolare le imposte dovute sugli immobili di proprietà. Il valore della rendita catastale viene inoltre richiesto in caso di compilazione di modello Isee. E’ un valore richiesto anche  in caso di compilazione di denuncia di successione, ai fini della definizione dell’asse successorio  (per il calcolo delle imposte ipotecaria e catastale).

La rendita catastale è base di calcolo anche nel caso delle donazioni, per la definizione delle imposte relative.

Se siamo alla ricerca di un immobile da acquistare, fra tutti gli altri aspetti da considerare, attiviamoci da subito per conoscere la rendita catastale dell’abitazione che ci interessa. Una scelta oculata deve tenere presente sia i costi di acquisto di un immobile, sia i costi connessi alla proprietà, dalle spese di condominio alle imposte relative.  A parità di altre caratteristiche, la categoria catastale e la rendita catastale possono fare la differenza e far propendere per una scelta o l’altra.

Considerato, quindi, quanto incida la rendita catastale nel calcolo delle imposte dovute, ricordiamo che, in determinati casi, è possibile chiedere la riduzione della stessa.

Questa ipotesi  si può verificare, ad esempio, perché abbiamo ricevuto per successione un fabbricato o, magari, una quota di proprietà di un immobile (insieme ad altri eredi). Può essere il caso di un vecchio immobile ormai disabitato, che si presenta in stato di degrado evidente o che non è dotato di servizi igienici. In questo caso, chiedere la riduzione della rendita catastale può essere un passo da fare per sostenere minori uscite, nell’attesa di trovare l’accordo con gli altri eredi su una possibile vendita. Presentare l’istanza di revisione il prima possibile diventa  essenziale, ed è consigliabile farsi assistere da un tecnico per seguire la procedura corretta.

Nel caso in cui solo una parte dell’immobile  sia in pessime condizioni, può essere valutata anche l’opzione di procedere a suddividere le diverse parti, attraverso un frazionamento. Anche in questo caso, attraverso l’attribuzione di diverse categorie catastali, si può arrivare all’obiettivo di contenere le uscite per imposte.

Un’altra ipotesi in cui è opportuno valutare una richiesta di riduzione della rendita, può essere il caso di locali adibiti in precedenza ad attività commerciali come negozi e successivamente  chiusi, o utilizzati come magazzini o spazi di deposito. Purtroppo, l’effetto della crisi di questi anni si vede in tante saracinesche abbassate.  In aggiunta  alla situazione di difficoltà derivante dalla chiusura di un’attività,  si rischia di continuare a pagare sempre le medesime imposte.  Presentare un’idonea istanza di nuovo classamento può consentire di attenuare il peso dell’imposizione.

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