Come scegliere il proprio conto demo Forex

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L’importanza di fruire di un conto demo Forex per poter apprendere i “segreti” degli investimenti nei mercati valutari, è ben nota: solamente attraverso l’apertura e l’utilizzo di un conto dimostrativo per le proprie operazioni sul Forex, è infatti possibile comprendere non solamente quanto siano profonde e qualitativamente avanzate le piattaforme proposte dal proprio broker di fiducia, quanto anche cercare di comprendere quali siano gli effetti delle proprie operazioni di investimento, pur senza rischiare alcunchè delle proprie “risorse reali”.

Il conto demo Forex utilizza infatti del denaro virtuale (con un budget generalmente piuttosto elevato), permettendo quindi all’investitore di poter sperimentare e testare le proprie aspirazioni di investimento senza tuttavia produrre alcun beneficio o pregiudizio al proprio patrimonio. Una bella comodità oggi messa a disposizione da tutti i principali broker (come CornèrTrader, che propone una ottima base Forex con il proprio conto demo), sulla quale val la pena spendere qualche parola al fine di “scartare” fin dal conto demo Forex i broker che possono apparire meno convincenti.

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Finanziamenti e prestiti personali

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Sebbene si cerchi di fare sempre tutto senza ricorrere a finanziamenti e prestiti personali, l’attuale scenario economico ha richiesto sempre più il ricorso a questi piccoli aiuti che, in molti casi, possono aiutare singoli e famiglie a fronteggiare spese impreviste o inderogabili. Ma cosa si intende quando si parla di finanziamenti e prestiti personali? Possiamo dire con tutta tranquillità e in estrema sintesi, che si tratta di piccoli o grandi aiuti dati a coloro che chiedono della liquidità per fronteggiare delle spese che altrimenti non riuscirebbero a sostenere. Dalla casa alla vacanza, dall’auto alla rata del mutuo: tutto può essere risolto chiedendo questo tipo di prestito, che viene erogato al singolo da un ente creditizio, che si tratti di una banca o di una finanziaria.
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Anche L’Italia abbraccia i Bitcoin

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Anche l’Italia spalanca le porte ai Bitcoin, la cripto-moneta che sta rivoluzionando l’attuale sistema delle valute, finora vincolate alle banche e ad un istituto centrale.

Il Belpaese in realtà ha sempre guardato con estrema diffidenza alle monete virtuali tanto che i maggiori esperti italiani del settore finanziario avevano presto parlato di “bolla speculativa”.

Al contrario Bitcoin ha continuato senza sosta a crescere di popolarità e la sua diffusione sta divenendo sempre più capillare, come già Fabio Vita, uno dei maggiori esperti italiani aveva previsto lo scorso anno. (leggi l’intervista di pokerlistings a Fabio vita)

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Ecco le facoltà che vincono la corsa al lavoro: Ingegneria Civile al primo posto, seguono Economia e Medicina

Infografica Le Facoltà che vincono la corsa al lavoro

Infografica a cura dell’università Unicusano

Il tempo di ingresso nel mondo del lavoro per facoltà in un’infografica

Quanto impiega un laureato a trovare lavoro? Dipende dalla facoltà: chi ha studiato Ingegneria Civile trova lavoro dopo circa tre mesi e dopo un primo periodo di precarietà diventa stabile in tre anni. Qualche difficoltà in più per chi si è laureato in Psicologia che stenta a trovare lavoro e quando lo ottiene resta precario nel breve e lungo periodo.

A svelarlo è l’infografica realizzata dall’Università degli Studi Niccolò Cusano, che illustra i dati relativi al tempo medio che trascorre tra il conseguimento della laurea ed il primo lavoro per gli studenti delle principali facoltà universitarie. Tra i dati raccolti – basati su uno studio condotto da Almalaurea sui laureati nel 2012 – troviamo il profilo del laureato tipo per ciascuna facoltà, il livello di stabilità del lavoro a 1 e 3 anni dalla laurea e gli anni impiegati in media dagli studenti a laurearsi. Il profilo più ricorrente? Donna e precaria, fatta eccezione per Ingegneria Civile con il 75% di laureati che sono di sesso maschile e lavoratori stabili.

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Investimenti online: sicurezza e profitto

Da qualche anno a questa parte è possibile effettuare i propri investimenti direttamente online, senza passare per le banche italiane. Questo presenta diversi vantaggi e sicuramente è una pratica molto conveniente come si può scoprire su http://www.mercati24.com/migliori-investimenti-sicuri/. Leggendo questa pagina dedicati agli investimenti sicuri possiamo scoprire quali sono gli investimenti più sicuri e a più elevato profitto.

A noi, con questo articolo, non interessa parlare di singoli mercati (forex, azioni, commodity, bitcoin) su cui è possibile investire né degli strumenti (derivati, CFD, opzioni binarie) con cui è possibile farlo. Quello che vogliamo fare è capire quali sono gli elementi di base di un investimento, gli elementi che consentono di ottenere sempre e comunque il massimo.

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Startup, 110 mln di investimenti nel 2013: “un’opportunità per i neolaureati”

Dal punto di vista della cultura imprenditoriale, l’Italia diventa sempre più competitiva. Insieme a Stati Uniti, Inghilterra e Germania, il Belpaese si inserisce tra le più importanti realtà al mondo per l’impegno profuso verso la creazione di un ecosistema startup. Stando ai dati ufficiali dell’associazione Italia Start-Up e delle Camere di Commercio d’Italia, nel 2013 oltre 110 milioni di euro sono stati investiti nel settore e 1.554 società italiane si sono iscritte alla sezione startup innovative del Registro delle Imprese. Numeri senz’altro destinati a crescere nel 2014, così come le opportunità occupazionali per i neolaureati.

Per trasmettere la consapevolezza dell’enorme potenziale offerto dalle startup ai giovani, la Facoltà di Economia dell’Università “Niccolò Cusano” ha realizzato un’infografica che per la prima volta illustra dati, fasi di vita, fonti di finanziamento, protagonisti ed enti coinvolti nella nascita di queste nuove realtà imprenditoriali e nello sviluppo di una cultura “startup oriented”.

Nascendo da quella voglia di cambiamento e di innovazione, di mettersi in gioco e di rischiare che caratterizza i giovani imprenditori italiani, le startup, secondo quanto illustra l’infografica, trovano applicazione per lo più nei settori del web (49%), dell’ICT (21%), dei servizi (19%), dell’elettronica e dei prodotti di consumo.

I soci fondatori sono solitamente tre, hanno in media 30 anni, il 48% di loro vive al Nord ed il 52% è in possesso di una laurea di primo livello. Nell’80% dei casi gli startupper italiani hanno avuto precedenti esperienze nell’ambito del lavoro dipendente, ed è proprio qui che hanno conosciuto i loro soci e fatto maturare il progetto imprenditoriale.

Per far fronte alle difficoltà e al disorientamento di chi oggi volesse avviare o abbia già avviato un progetto d’impresa ad alto contenuto tecnologico, l’infografica rende noti tutti i passaggi da seguire e i soggetti da coinvolgere per ottenere i finanziamenti, generare reddito e infine portare la startup ad un exit: bootstrapping, incubatori, investitori, Stato, università, business angel, mentor, venture capitalist, acceleratori e così via.

A svolgere un ruolo decisivo nel processo di trasformazione dell’idea innovativa di business in realtà concreta sono gli incubatori, veri e propri laboratori specializzati per settore che aiutano gli imprenditori a capire come sviluppare il progetto e a verificarne la fattibilità sotto tutti i punti di vista. Società neonate come Amc Instruments, attiva nella ricerca biologica e meccatronica, Jobrapido, nota per aver realizzato il portale dedicato agli annunci di lavoro, Viamente, operante nel settore della logistica e dei trasporti e Creabilis, nel campo delle biotecnologie, ad esempio, devono il loro attuale successo all’impegno degli incubatori nel disseminare innovazione e nel contribuire allo sviluppo economico del Paese.

“Se le piccole e medie imprese italiane perdono ogni anno migliaia di posti di lavoro e faticano a restare a galla perché schiacciate da una burocrazia contorta e da una pressione fiscale ai massimi storici, le startup possono usufruire dei vantaggi fiscali previsti dal decreto Sviluppo Bis del Governo Monti. Non solo: pur rappresentando circa il 2% dell’universo produttivo italiano, le startup creano più occupazione delle imprese tradizionali per i giovani e in questo modo contribuiscono alla crescita economica” spiega lo staff dell’università telematica Unicusano.



Infografica Unicusano StartUp
Infografica a cura dell’universita’Unicusano

Conti correnti e conto deposito 2014: ecco la nuova imposta di bollo

Dal primo gennaio 2014 è stato eliminata l’imposta di bollo fissa a 34,20 euro su conti correnti, bancari e postali, aventi giacenze medie di 17.000 euro, mentre è stata aumentata l’aliquota dallo 0,15% allo 0,2% sulla giacenza del conto. Per i conti deposito è stata aumentata l’imposizione sui conti di ammontare compreso tra 250.000 e 500.000 euro. Non sussiste imposizione, invece, come in precedenza, per i conti al di sotto di 5.000 euro. La precedente imposta con il bollo minimo a 34,2 euro, introdotta nel 2011 daldecreto “Salva Italia”, era stata ritenuta penalizzante per il piccolo risparmio, perché un deposito di 10.000 euro veniva tassato al 3,42%, mentre uno da 100.000 euro, invece, pagava soltanto lo 0,2%. La nuova aliquota, benché più alta, introduce un elemento di equità. Appare evidente che sul conto corrente conviene trattenere soltanto il denaro occorrente per le spese più vicine nel tempo destinando, eventualmente, il surplus risparmiato a un conto deposito. Scegliere un conto corrente o deposito non è un’operazione agevole oggi, dato il proliferare delle offerte del mercato. Per individuare il conto più adatto alle tue esigenze devi, difatti, poter confrontare i vari tassi di interesse, servizi offerti, spese di gestione (fisse o variabili, più i costi di ciascuna operazione e dei servizi accessori).
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Convertitore valuta : consigli su come usarlo

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L’utilizzo di un convertitore valuta può risultare utile in diverse circostanze. Anche se non si lavora nel settore della finanza o se non si gira sempre il mondo, confrontare il valore di una moneta rispetto ad un altra può risultare utile in tantissime situazioni. Ecco alcuni esempi.

Se navigando in rete ci troviamo di fronte ad un offertona in una valuta a noi poco familiare? Oppure se vogliamo pianificare un viaggio e preventivarne i costi? Inoltre in tutti i casi in cui si deve pattuire un lavoro in un altra valuta? Sono solo alcuni semplici esempi in cui un valido convertitore di valuta può fare al caso nostro. Il valore di riferimento, generalmente, è il cambio con l’Euro, ma esistono anche soluzioni, in cui potrebbe ritornare utile confrontare il valore con altre valute. Le monete più usate sono le seguenti, il dollaro americano, la sterlina inglese, lo Yen giapponese, il dollaro australiano, e il franco svizzero. Per ognuna di queste valute si può conoscere in tempo reale il valore, un parametro che varia giornalmente in base all’andamento dei mercati. Per tanti motivi, quindi, tenere a portata di mano un convertitore di valuta affidabile, è sempre utile.

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Trading online, quanti soldi servono per investire?

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Il trading online è un investimento davvero molto versatile, un investimento a cui possono accedere sia coloro che hanno da investire solo 50 euro che coloro che invece hanno da investire migliaia e migliaia di euro. Vi ricordiamo però che è sempre bene informarvi prima di accendere un conto trading, non tutti i broker infatti permettono di partecipare al trading con pochi soldi a disposizione.

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Il Prestito Personale Online

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In periodo di crisi il privato cittadino in difficoltà economiche sceglie sempre più spesso la strada del finanziamento personale.

Questa forma di prestito si rivolge a tutti coloro che desiderano non essere vincolati a un fine particolare, nel richiedere denaro (Come per esempio un mutuo per la casa). Si tratta dunque di un cosiddetto prestito non finalizzato, anche se molte agenzie finanziare chiedono comunque la finalità dell’importo, concedendo condizioni migliori qualora ottengano risposta chiara.

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