Fair Value in tempi di crisi finanziaria

Purtroppo, la crisi finanziaria, che si protrae ormai da troppi anni, scoppiata dapprima negli Stati Uniti, e poi propagatasi a tutto il mondo ha riportato, tra i dibattiti attuali, quello basato sull’utilizzo del metodo contabile basato sul Fair Value.

Per fare una veloce spiegazione del metodo Fair Value si può definire, quest’ultimo, come un metodo che indica il valore potenziale di un bene partendo dalle condizioni di mercato fino alle specifiche caratteristiche del bene stesso. Di conseguenza, il Fair Value, non è il prezzo vero e proprio ma è più considerabile come una grandezza monetaria che indica il valore attorno al quale venditore e compratore possono effettuare lo scambio che può comunque subire ulteriori modifiche e presentare costi da sostenere per l’effettuazione.

L’utilizzo di questo metodo crea numerosi dubbi nel sistema contabile sia statunitense che europeo in quanto la causa del crollo dei valori di mercato viene attribuita proprio al fair value perché quasi tutti i valori degli strumenti finanziari sono basati sui prezzi di scambio nel mercato. Non mancano però accademici, economisti e studiosi che, invece, appoggiano questo metodo che va, ovviamente, a favore dei propri interessi personali.

Sostenitori e oppositori del metodo del Fair Value

Se, da una parte, le banche si sono ritrovate ad essere tra le prime vittime degli effetti della crisi finanziaria e si sono fortemente opposte all’uso del fair value per via della sua difficoltà di applicazione, della minore certezza delle valutazioni, della maggiore volatilità dei risultati di esercizio che esso comporta; dall’altra parte troviamo i difensori che sostengono che il metodo del fair value promuovendolo come una pratica maggiormente applicabile alla realtà, che offre informazioni in maniera più chiara e rapida rispetto alle condizioni dell’impresa.

L’introduzione del metodo Fair Value

Per ovviare alla situazione creata dalla crisi finanziari, l’International Accounting Standard Board, che è l’organismo incaricato di emanare i principi contabili internazionali, ha tentato di salvare i mercati introducendo il Fair Value in modo da valutare i titoli utilizzando valori correnti, congrui e coerenti in base alla condizione reale dei titoli stessi. In pratica, si voleva dare la possibilità, ad alcune attività finanziarie, di attuare valutazioni economiche che potessero incidere meno sul bilancio.

Però, adesso, il Fair Value, che inizialmente ha permesso di evidenziare la crisi di alcune istituzioni, ora,  sta diventando il responsabile della scarsa tenuta delle istituzioni finanziarie perché questo metodo è comunque un’arma a doppio taglio perché anche se ha evidenziato tempestivamente la crisi, la continua oscillazione dei valori, sta amplificando la suddetta crisi poiché, valutando ad un valore corrente, il Fair Value non fa altro che trasportare la crisi economica reale alla realtà finanziaria.

Leave a Reply