Crisi e famiglie nell’elenco cattivi pagatori

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Dati dall’Unirec

Durante il convegno dell’Unione Nazionale Imprese a Tutela del Credito svoltosi a Roma il 12/5/2016, è emerso che il 40,2% delle famiglie in fascia di reddito medio-bassa farebbe fatica a sostenere spese impreviste di 800euro; il 14% paga con difficoltà le rate del mutuo; il 18% di chi ha un reddito annuo inferiore a circa 24mila euro spesso ha problemi a pagare il riscaldamento. La situazione sarebbe di un sovra-indebitamento generale, causato dalla crisi che in otto anni ha fatto chiudere diverse aziende e ha creato quasi tre milioni di disoccupati, fra cui ragazzi minori di 24 anni.

Recupero crediti

È diventato uno dei lavori più importanti, poiché permette a istituti di credito, società finanziarie e di servizi di telefonia o elettrici di rientrare dei crediti concessi. Le posizioni inevase da recuperare sono circa 38milioni: oltre alle difficoltà delle banche, ci sono quelle dei piccoli debitori (famiglie e società di persone). Gli importi risultanti da anni di accumulo ammontano a 58,9 miliardi, di cui:

  • 46,9 verso finanziarie, banche e società di leasing.
  • 7,9 verso i settori di energia, telecomunicazioni e utility.
  • 4 verso la pubblica amministrazione e le assicurazioni.

La situazione, tuttavia, è tanto difficile che le società di recupero crediti faticano a raggiungere il loro scopo. Alla fine del 2014 le pratiche aperte erano circa 40 milioni, di cui 15,6 saldate l’anno successivo, a fronte, però, della comparsa di altri 13 milioni di pratiche nuove.

Funzionamento

Le società di recupero crediti ricevono un incarico della durata di qualche mese e in quel periodo contattano telefonicamente o personalmente i debitori per sollecitare il pagamento.

Elenco cattivi pagatori

Le somme da recuperare sono generalmente piuttosto basse: mediamente circa 1500 euro, fra i picchi di 2300 verso le banche e le finanziarie e 550 verso società di telefonia, gas ed energia elettrica. Il problema è che le famiglie più in difficoltà prima non pagano luce e gas, poi il telefono e via via verso i debiti più consistenti (auto, affitto, mutuo). La conseguenza di questi mancati pagamenti è la registrazione nell’elenco cattivi pagatori e, a volte, lo sfratto o l’espropriazione dei beni.

Le conseguenze della crisi

Il reddito complessivo disponibile è sceso in pochi anni da 272 a 250 miliardi, ma le famiglie ne hanno spesi 246, con il risultato di essere spesso iscritte all’elenco cattivi pagatori, per una cattiva gestione o quantità insufficiente delle risorse, spese anche per motivi non necessari.

Italia

Che il 23,4% delle famiglie italiane sia indebitato non è un dato tanto preoccupante, se confrontato con altri Paesi (Germania 38,5%, Francia 43,6%, Spagna 48,6%). Il problema è che rispetto agli altri fa molta più fatica a restituire il prestito e il 25,6% delle famiglie vanno sotto alla soglia di povertà e cadono in miseria.

Regioni

In ordine decrescente, gli affidamenti sono in Lombardia (9,1 miliardi), Sicilia (7,6), Campania (7), Lazio (6,9) e Toscana (4,2), fino al Trentino (300 milioni), Molise (200) e Valle d’Aosta (100).

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